La Scuola

IL METODO

Il metodo educativo delle Scuole Imiberg si fonda su una precisa ipotesi pedagogica che si declina in quattro pilastri: valore allo studio, attenzione alla persona, apertura al mondo e mentalità sportiva.

Valore allo studio

Oggetto principale dell’attività didattica è l’apprendimento delle materie di studio. È a partire da queste che il giovane, in rapporto con l’insegnante, scopre il mondo e scopre se stesso. Inducendo dall’esperienza pratica le leggi generali.

Attenzione alla persona

Ogni studente è guardato nella sua unicità. L’insegnante tende sempre a trovare la modalità di trasmissione della conoscenza più efficace per il singolo, facilitando l’apprendimento e la presa di coscienza personale da parte del giovane.

Apertura al mondo

L’apprendimento a partire dall’esperienza necessità di una scuola che si apre permettendo ai giovani di entrare in contatto con le diverse sfaccettature della realtà.
Alcuni esempi sono: periodi di soggiorno all’estero fin dalla scuola primaria, insegnante madrelingua fin dalla scuola dell’infanzia, uscite, visite guidate, collaborazioni con imprese, enti e associazioni, interventi in classe di professionisti ed esperti, scambi culturali con classi straniere…

Mentalità sportiva

In un modo dove le c.d. soft skills sono importanti quasi quanto le competenze cognitive, lo sport, oltre a favorire il corretto sviluppo e il benessere fisico del giovane, è veicolo privilegiato per una serie di competenze attitudinali quali fiducia nei propri mezzi, perseveranza, lavoro di squadra, rispetto delle regole, cultura della sconfitta, autocontrollo.

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La scuola dell’infanzia e l’asilo dei due anni, si pongono come primo aiuto sistematico alla responsabilità educativa della famiglia. Favorendo un gioioso interessamento alla realtà, creano le condizioni perché il bambino possa compiere un passo in più nella consapevolezza di ciò che incontra così che il suo agire diventi sempre più ricco di significato.

La scuola primaria svolge un percorso per sorprendersi della realtà, generando curiosità e desiderio di conoscere, guidando la ragione ad imparare per la vita. La presenza dell’insegnante tutor di classe è un punto qualificante, costituendo uno stabile riferimento per alunno e famiglia, sia sul piano didattico che su quello affettivo relazionale.

Nella scuola secondaria di primo grado è centrale l’attenzione ad accompagnare i ragazzi nel difficile momento della verifica delle proprie attese e attitudini. E’ questo il tempo dell’acquisizione degli elementi fondamentali della conoscenza e della costruzione, nel paragone con persone e fatti, di una positiva capacità critica.

L’istituto tecnico economico, con una solida preparazione culturale di base, sorretta da competenze economiche, linguistiche ed informatiche, permette agli studenti di affrontare da protagonisti le esigenze della realtà economica. La creazione di un’impresa gestita dagli studenti è, tra gli altri, il risultato concreto di un percorso formativo capace di valorizzare e far crescere la creatività e l’operosità dei giovani.

Il liceo scientifico si propone di educare gli studenti ad incontrare la realtà nella complessità degli aspetti e nella ricchezza dei diversi linguaggi comunicativi. Rispondendo all’esigenza di un’ampia e solida formazione culturale, il corso di studi è aperto agli aspetti più innovativi della ricerca e delle nuove tecnologie per offrire una preparazione adeguata alla moderna società internazionale.

Il liceo scientifico opzione scienze applicate per imparare a governare le scienze naturali e le loro applicazioni tecnologiche attraverso un modo concreto e operativo. Una didattica più laboratoriale, l’informatica al posto del latino, l’uso delle nuove tecnologie per mettere in moto la curiosità.

Il liceo scientifico ad indirizzo sportivo per valorizzare l’amore per lo sport in chiave culturale, scientifica e giuridica. Aprendo a tutte le facoltà scientifiche, giuridiche ed economiche. Non solo per atleti, ma una valida proposta per tutti i ragazzi e le famiglie che vedono lo sport come un importante strumento formativo ed educativo.

Il percorso educativo dell’Istituto copre tutti i livelli di scuola: dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. Comune per i diversi ordini è l’ipotesi di lavoro: aprire i giovani alla realtà cogliendone il senso e impostando l’attività didattica in funzione di un percorso, guidato dai docenti, che ponga l’esperienza della persona come criterio di verifica del cammino.
La nostra ipotesi pedagogica in tre punti:

Una proposta da verificare

Una proposta educativa implica, anzitutto, l’articolarsi nelle varie forme di insegnamento di un’ipotesi esplicativa coerente e unitaria, in grado di spiegare la realtà e risolvere i problemi emergenti. Tale proposta concretamente incarnata, costituisce l’elemento di autorevolezza necessario in ogni fenomeno educativo.

Se l’accendersi del fenomeno culturale in un giovane è, di norma, dovuto all’incontro con un adulto che comunica una proposta di spiegazione della vita, la scuola, nel suo complesso deve articolare un’analoga comunicazione nella pluralità delle personalità che la compongono e nella varietà dei suggerimenti e delle suggestioni che offre.

In questo senso, il progetto educativo della scuola è essenzialmente legato alla figura dell’adulto o “maestro”, che incarna, in modo vivo e consapevole, l’appartenenza alla “tradizione” che si propone ai giovani. In secondo luogo, le materie o discipline trovano la loro più piena giustificazione nel costruire la possibilità di incontro consapevole e ricco con la tradizione e nell’essere, ciascuna secondo il proprio metodo specifico e propri strumenti, via d’accesso alla realtà. Infatti, il valore educativo di ogni singola materia è dato dal grado di apertura verso la realtà intera che – attraverso la specifica conoscenza della materia stessa- sa generare.

L’educazione è un’esperienza: “fare con”

Educare significa fare un’esperienza insieme. In tale esperienza il coinvolgimento personale, il fare insieme all’adulto e agli altri compagni, l’apporto originale che ciascuno può attivamente dare al lavoro comune, sono elementi indispensabili.

L’esperienza e la competenza dell’adulto, nella condivisione con i più giovani, vengono così comunicate con accento vivo e attuale, che esalta la familiarità con l’oggetto conosciuto e ne rivela le possibilità di giudizio sulle vicende e i problemi umani.

Il superamento della divisione fra adulto e giovane – ferme restando le specifiche responsabilità – rende l’impegno con la realtà proficuo e costante e spalanca al mondo circostante, senza sterili paure o ingenui entusiasmi.

L’ambiente nel quale si vive, che nella società odierna contribuisce in modo determinante alla formazione della mentalità comune, viene così vissuto dall’interno e in modo attivo, superando ogni possibile dualismo e ogni frammentazione. In particolare, il tempo libero diviene occasione di più personale verifica e scoperta di ciò che è stato appreso durante le ore di scuola, dall’insegnamento e nello studio.

Condizioni

  1. Prima la sintesi e poi l’analisi. La proposta educativa parte da una ipotesi sintetica, nel confronto di tale ipotesi con la realtà emerge il dato analitico. Pertanto nell’impostazione del lavoro con la classe o con il singolo allievo l’elemento sintetico (implicito) ha sempre la precedenza sull’elemento discorsivo (esplicito).
  2. Il valore del “segno”. L’ipotesi di partenza più cordiale e concreta per un proficuo sviluppo della personalità e del cammino di apprendimento sono i segni della realtà. Segni che possono essere accadimenti esterni come interni a sé.
  3. Il valore della “disciplina”. Il paragone con una proposta educativa richiede un lavoro, ossia implica una disciplina. Il primo scopo della disciplina sta nel sollecitare la responsabilità dell’alunno e il suo impegno personale. Senza l’implicazione della persona che vuole essere educata e, dunque, senza rischio della libertà, ogni programma educativo, anche il più giusto e accurato, è destinato a rimanere infruttuoso.
  4. L’acquisizione di consapevolezza critica. Nel suo condividere l’esperienza educativa, l’alunno opera una verifica di ciò che gli è proposto, paragonando tutto con se stesso e trattenendo ciò che meglio corrisponde alla percepita natura del suo essere. La valutazione, in questa prospettiva, ha per oggetto il cammino percorso e la consapevolezza critica acquisita. In particolare, le prove valutative trovano nel “rendersi conto” del guadagno raggiunto il loro significato più vero.

Le Scuole Imiberg sono un istituto scolastico pubblico non statale, rivolto a tutti, senza fini di lucro.

L’istituto è una struttura educativa che mira alla formazione umana, culturale e sociale dei giovani, in rapporto con la formazione familiare e nell’ambito specifico dell’attività didattica e culturale.

Una scuola libera, che contribuisce, con la propria identità, allo sviluppo dell’intera società e all’inserimento in essa di persone mature, portatrici di cultura ed energia creativa. Svolge quindi un’importante funzione pubblica e intende contribuire al rinnovamento del sistema scolastico italiano nella direzione del pluralismo, della pari dignità – anche sotto il profilo economico – e della giusta concorrenza delle strutture educative.

Una scuola cattolica gestita da una cooperativa di genitori e insegnanti, i quali si sono messi insieme desiderosi di dare ai loro figli e a tutti i ragazzi la migliore educazione possibile, per sostenere e incoraggiare il compito delle famiglie e contribuire allo sviluppo dell’intera società, nella convinzione che il riferimento al cristianesimo sia il criterio più adeguato per affrontare la questione educativa.

13 dicembre 1991 Istituzione della Fondazione Maddalena di Canossa
a.s. 1992/1993 La Fondazione Maddalena di Canossa subentra alla Congregazione delle figlie della Carità (Suore Canossiane) nella gestione dell’Istituto Maria Immacolata, che comprendeva la scuola secondaria di primo grado (all’epoca “scuola media”) e l’istituto tecnico economico (all’epoca “ragioneria”), con sede in via San Tomaso a Bergamo. Contestualmente la Fondazione apre la scuola primaria (all’epoca “scuola elementare”). Nascono così le Scuole Imiberg.
a.s. 2002/2003 L’istituto viene trasferito nell’attuale sede di via Santa Lucia, 14. Contestualmente al cambio d’immobile vengono aperte la scuola dell’infanzia e il liceo scientifico.
25 maggio 2007 Istituzione di Imiberg cooperativa sociale a r.l., che rileva dalla Fondazione Maddalena di Canossa la gestione dell’attività didattica.
a.s. 2009/2010 Apertura della Scuola per lavorare nell’Agroalimentare con sede in Caravaggio (Bg), gestita da Fondazione Maddalena di Canossa.
a.s. 2011/2012 Inaugurazione della palestra e dei rinnovati impianti sportivi esterni.
1 ottobre 2011 Istituzione della Polisportiva Imiberg A.S.D., per iniziativa di alcuni genitori e insegnanti.
a.s. 2012/2013 Viene aperto il liceo scientifico opzione scienze applicate.
a.s. 2014/2015 Viene aperto il liceo scientifico ad indirizzo sportivo.
a.s. 2016/2017 Inizio dei corsi IFTS gestiti da Imiberg coop. Soc. a r.l. e da Fondazione Maddalena di Canossa, con i primi due corsi su “agroenergie e sostenibilità ambientale” e “prodotti locali, biologico e turismo rurale”.

Imiberg Società Cooperativa Sociale a R.L.

Sede Legale Via Santa Lucia, 14
24128 Bergamo
C.F. e P.Iva 03406150163
Amministratore Unico Ettore Ongis
Soci Maurizio Alborghetti
Luca Brandolini
Alberto Brasioli
Lino Bussei (rappresentate di Fondazione Maddalena di Canossa)
Daniela Cantamesse
Lorella Cotta Bulla
Lucia Drago
Francesca Galbiati
Francesco Ghirardi
Gabriella Leoni
Ettore Ongis
Marco Ongis
Chiara Pellegrini
Anna Terzi
Emanuela Valietti
Albo Società Cooperative Iscritta all’Albo Società Cooperative con il numero A 183738, nella sezione Cooperative a mutualità prevalente di Diritto dal 7/06/2007.
CCIAA Iscritta alla CCIAA di Bergamo al n. REA BG-375831

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